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La nautica riparte grazie all’export Male i mercati interni



La nautica riparte grazie all’export - Male i mercati interni
Bilanci. Il 2016 si chiude con buoni segnali di ripresa Attive in provincia 110 imprese con 380 addetti «Il 90% della produzione cantieristica va all’estero».

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Filiera nautica: i mercati stanno ripartendo. La situazione per il comparto nazionale è positiva: l’anno appena trascorso è il primo di ripresa dall’inizio della crisi. A dirlo sono i dati emersi dalla quarta edizione del rapporto di Cna “Dinamiche e prospettive di mercato della filiera nautica del diporto”, uno strumento indispensabile per avere un quadro chiaro del settore e utile ad aziende e istituzioni per definire le strategie future. Se n’è parlato ieri mattina, all’interno di un incontro promosso dal Patto per la Nautica Lariana in Camera di commercio, alla presenza di diversi operatori della filiera.

Imprese e addetti

A livello generale, l’Italia si conferma unica per le sue caratteristiche nello scenario globale. Come spiegato da Lorenzo Policardo, segretario di Nautica Italiana e consulente di Cna, «il nostro Paese ha il 90% della produzione cantieristica assorbita dall’export. Il mercato interno è ancora estremamente debole e, soprattutto, quasi principalmente caratterizzato da piccole- medie unità a motore, battelli pneumatici e imbarcazioni a vela. Un altro elemento è la leadership della grande cantieristica».
Nel nostro territorio, inserito nella regione con la più alta densità di aziende nautiche (30%), i segnali di ripresa sono timidi: i dati aggiornati al 30 settembre 2016 contano 110 imprese per 380 addetti.
Fra le strade da esplorare c’è quella di un maggior incremento dei servizi, così da sfruttare il settore come traino per tutto il comparto. «Potrebbero essere un volano per attirare le persone nel nostro territorio - spiega Annarita Polacchini, coordinatrice del tavolo della competitività, dentro cui anni fa è nato il gruppo di lavoro che ha portato la Patto per la Nautica lariana - è una strada, che non significa precludere e non lavorare sulle altre. Dobbiamo puntare sulla componente esperienziale, legata alla peculiarità dei nostri luoghi. Inoltre, dobbiamo fare in modo che ci sia una rete: non più il singolo cantiere, ma sia tutto il territorio insieme a muoversi ». E, come ricordato da Enzo Fantinato, responsabile nautico Cna regionale, avere un brand forte è fondamentale. Non a caso, a settembre, alla fiera “Interboot” a Friedrichshafen, la Camera di Commercio promosso l’essenza del territorio nelle sue diverse sfaccettature: filiera nautica e sport acquatici, territorio, enogastronomia, turismo attivo, aree verdi e cultura.

Burocrazia e infrastrutture L
’incontro è stato un utile momento di confronto con gli operatori della filiera per valutare le prospettive aperte. In molti hanno lamentato l’eccesso di burocrazia e la mancanza d’infrastrutture e posti barca. Uno dei motivi citati è l’assenza di una “cultura nautica” che, aggiunta a un mercato interno debole, si è tradotta in mancanza di sensibilità da parte delle amministrazioni. A. Qua.

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