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IL LAGO DI COMO

CARATTERI FISICI E GEOGRAFICI

II lago di Como o Lario è, per superficie, il terzo lago italiano dopo il Garda e il Maggiore. Detto Larius dai Romani, poi Lacus Comacenus, assume il nome della principale e fiera città che vi si affaccia. E' completamente territorio lombardo e amministrativamente le sue rive fanno parte della provincia di Como e di Lecco. La conca del lago è una criptodepressione, il fondo del lago è cioè più depresso del livello del mare, che si estende nelle Prealpi lombarde occupando il profondo solco tracciato con l'erosione dal ghiacciaio in epoca quaternaria, è un tipico esempio di defluenza glaciale. Il è biforcato in quelli che oggi sono chiamati Ramo di Como e Lago di Lecco.
La superficie del Lago di Como misura 145,9 km2 al livello medio di m 198 s.l.m., il perimetro è di km 170, la lunghezza longitudinale tra Gera Lario e Como è di km 46. Il ramo di Lecco misura km 19. II volume delle acque del Lario, che può contare in un bacino imbrifero a monte assai esteso, è di m3 22,5 x 109, la profondità massima è individuata poco a Sud-Est di Punta della Cavagnola, tra Nesso e Argegno, m 414. La profondità media del lago è di m 153, mentre il tempo teorico di ricambio delle acque viene calcolato in 4-5 anni.
Gli affluenti sono 37 di cui i principali sono l'Adda, che - unico emissario - abbandona il lago alla stretta di Lecco per riallargarsi nei laghetti di Garlate e Olginate, e Mera che porta le acque di Valle San Giacomo e Val Bregaglia nel Lago di Mezzola, un tempo facente parte del Lario e da esso separato dalla zona umida del Pian di Spagna.
Questa è una zona protetta per via della presenza di fauna e flora particolari sempre più rare in Italia. La regolazione idraulica del Lago di Como è amministrata dal Consorzio dell'Adda. II tema riveste una importanza notevole considerando l'enorme bacino imbrifero a monte del Lario e la conseguente necessità di evitare allagamenti e regolare lungo l'arco dell'anno il deflusso di acque che vengono impiegate da agricoltura e industria. L'opera di sbarramento del Lago di Como, a Olginate, è stata completata nel 1945.
L'agricoltura ha una necessità elevata di acque irrigue; portate abbondanti si presentano tra maggio e giugno, per le piogge e lo scioglimento delle nevi, e in autunno, per le consuete piogge. La regolazione tende dunque ad accumulare acqua nel lago tra aprile, maggio e giugno, poi il lago si svuota gradualmente tra luglio e settembre, per il forte utilizzo a valle, quindi a settembre comincia un nuovo periodo di invaso che dura sino a novembre e mira a soddisfare le esigenze idroelettriche invernali. Questi dati indicativi possono dunque far prevedere quale potrà essere il livello lacustre e dunque l'agibilità di porticcioli e dei moli in dati mesi dell'anno.
Per quanto riguarda l'Adda, l'intervento del Consorzio può contenere la escursioni dei livelli tra le quote 0,50 e + 1,20 rispetto allo zero idrometrico all'Idrometro del Fortilizio di Lecco posto a m 197,39 s.l.m..
La regolazione del lago consente dunque un razionale impiego delle acque e limita i danni provocati dall’acqua alta.
Famosissima è stata la piena del 1868, di m 3,97, avvenuta prima dell'esecuzione delle opere di regolazione; ancora oggi l'acqua invade a Como la Piazza Cavour, ma pochi sanno che la piazza era l'antico porto di Como, riempito di terra di riporto e sulla cui stabilità si nutrono dubbi.

Paesaggio
II Lario è un luogo incantevole e celebrato fin dai tempi più remoti e sede di un antichissimo turismo di grande prestigio. Verdi pendii di monti alti e severi circondano il profondo bacino lariano articolato nei tre rami bellissimi e unici, ricchi di attrattive d'arte, di storia, di paesaggio. Tra vette che coronano le rive lacustri la più alta è il Legnone (m 2609), nell'alto lago, poi le Grigne di Lecco e i Corni di Canzo. Unica, l'Isola Comacina è centro di storia e di arte la cui tradizione non si è mai spenta. La prossima Tremezzina è incantevole per la fioritura delle azalee; Bellagio, nel centro lago, brilla per varietà e ampiezza di vedute. Prosperano ulivi e cipressi, pino, alloro, vite, limoni, palme e altre piante tropicali, mentre tra i canneti del Pian di Spagna si trova flora anfibia d'acqua dolce.
Ma non sono solo illustri ville e balze verdeggianti ad attrarre sul Lario; drammatici sono gli "orridi" di Bellano e Nesso. Un'attrattiva a sé è costituita dalla gastronomia locale, squisita e insolita. Tipici gli antichi crotti.

Clima e fauna d'acqua
II Lago di Como costituisce un'area a clima privilegiato e mite. Le acque a gennaio hanno una temperatura non inferiore ai 6°C. Se alcuni brevi tratti non sono soleggiati per qualche tempo in inverno a causa delle retrostanti cime, altri permettono soggiorni invernali temperati, come la Tremezzina. La piovosità si articola decrescendo da estate, primavera, autunno, inverno, con la punta massima in giugno, nell'alto lago. D'estate la temperatura è mitigata dalle brezze che si alternano sulle acque.
La pesca era un tempo attività eminente, oggi la fauna d'acqua è scarsa. Si trovano agoni, coregoni, trote di lago, lucci, encobie o Leuciscus pigus, alborelle, anguille immesse artificialmente, carpe solo a Piona e Colico, ma si avverte un notevole impoverimento delle specie citate. Importante l'incubatoio Marco de Marchi di Fiumelatte, moderno stabilimento per la pescicoltura. La pesca sul lago è oggi severamente regolamentata.